Mi chiamo Letizia,

ho 42 anni. Sono sposata dal 2001 ed ho un bimbo di quasi 5 anni, Francesco.

Fin qui sembra una vita normale come quella di tante mamme e mogli; ma per me non è stato tanto semplice raggiungere questo traguardo… Non ci sarei mai arrivata senza l’aiuto del Signore.

Nel 1996 mi sono ammalata di un forte esaurimento: Non mi alzavo più dal letto. Piangevo tutto il giorno e di notte non dormivo per paura di ciò che la mia mente malata mi faceva vedere e sentire… Ho provato il terrore.

La situazione peggiorava… Mettevo in discussione il mio vivere.

Ho passato due anni da sola vivendo l’inferno, angustiando un sacerdote, Don Romano, perché non capivo cosa mi accadesse… Cercavo aiuto in lui, e lui me lo donò: Fu lui stesso, esasperato, a farmi conoscere un gruppo, allora di sole cinque o sei donne che pregavano e parlavano apertamente dei loro problemi.

Finalmente con loro ho potuto aprirmi e scoprire che ero più normale di quello che pensavo, e che quello che io stavo vivendo, in quel periodo, era stato vissuto, in precedenza, anche da altre persone, le quali poi ne erano uscite fuori. Ora non ero più un Calimero nero, ma una donna come le altre. Queste loro prime testimonianze mi hanno ridato la speranza, ed ho ricominciato a vivere, uscendo dalla disperazione nella quale ero sprofondata...

Non mi fidavo di Dio, ne di nessun altro. Qualsiasi cosa mi venisse detta io non riuscivo ad avere fiducia… Ero troppo chiusa nel mio dolore, ed ero arrabbiata con Dio perché non mi sentivo aiutata. Questo è il motivo che mi ha portato a non avere più fiducia in nessuno, perché purtroppo non mi fidavo neanche di Dio.

Seguendo Anna ed il gruppo ho cominciato a conoscere un Dio buono che vuole solo il nostro bene ed allora ho smesso di accusarlo.

Poi, pian piano, delicatamente, il Signore mi ha sanata, e mi ha fatta uscire dal mio stato “autistico”, aspettando con pazienza i miei “si” e gli ancora ostinati “no”.

So per certo che Lui ha ascoltato il mio grido di aiuto e quello delle “Pie donne” che pregavano per me.

Mi ha tratto dalla morte certa, fino a farmi arrivare ad oggi.

Sono consapevole che ancora oggi per me è difficile fidarmi totalmente, anche se lo vorrei, ma mi sforzo di farlo. Mi sforzo di non chiudermi più in me stessa, perché questo mi porta a criticare... questo è il mio scalino più alto, ma il Signore me ne ha fatti scalare già tanti…

Ora che ho conosciuto la Sua misericordia non dispero più. So che ricadrò, che ripeterò gli stessi errori, forse ogni giorno, ma stavolta so che non sono sola a portare la croce. Mi rivolgo fiduciosa a Gesù Misericordioso e alle preghiere del gruppo, perché il Signore dice: “Dove sono due o tre riuniti nel Mio Nome Io sono in mezzo a loro” e questo per me è una CERTEZZA.

Sono conscia che ho ancora bisogno di guarigioni e di grazie, ma spero che il Signore mi aiuti a portare la Sua Parola ad altre pecorelle smarrite, perché Lui possa raccoglierle tutte, così come ha fatto con me…

Martedì 23 Febbraio 2010 

Letizia L.