Mi chiamo Tiziana,

e scrivo questa lettera non più carcerata nel peccato, ma liberata da Gesù dalle catene del demonio.

Risalgo alla mia infanzia che determina in ciascun uomo la crescita e il raggiungimento di una maturità  equilibrata e sana e si scopre nella fanciullezza i doni che ti ha fatto il Signore e i genitori, i quali aiutano il proprio figlio a non sotterrare quel talento ma a moltiplicarlo.

 

Dalla più tenera età soffrivo di nevrosi, attacchi di panico, depressione, provavo delle angosce terribili, la mia anima sprofondava in un pozzo nero, provando sensazioni indescrivibili, cercavo disperatamente la pace e un conforto ma neanche le braccia buone e tenere di mia madre mi risolvevano quello stato.

Vivevo con la morte nel cuore, anche se vivevo in una famiglia  sana e con sani principi  morali e religiosi.

Man mano che crescevo il mio cuore oltre che sofferente si chiudeva.

Adoravo mia madre; adoravo la sua biancheria, i suoi oggetti, quanta gioia immensa quando la sera prima di dormire mi raccontava le parabole di Gesù o delle favole bellissime: era il mio modello.

Pian piano mi ribellai a lei, mi sentii abbandonata per un suo bacio e una carezza non date da lei a me, mi fece scatenare il demonio dentro di me nei suoi confronti.

Crescevo senza padre perché morto e senza madre, ripudiata da me.

I miei talenti sparirono. La mia intelligenza si offuscò, a scuola non andavo più bene.

La mia non obbedienza e distacco da lei mi aveva tolto la Grazia di Dio.

Ero in pasto al mondo, sola senza guida, disprezzavo tutti e me stessa.

Il peccato mortale inevitabilmente entrò; così schiacciata oppressa dagli scrupoli, dai rimorsi, dalle angosce mi sostenevo con psicofarmaci molto forti, rendendomi uno “zombi”. Il farmaco non poteva curare l’anima che era assetata di Dio. Quel poco spiraglio sano che mi rimaneva cercavo Gesù, di notte urlavo: “Non voglio morire aiutami!!!”. Bevevo acqua santa che mia madre portava da Lourdes, sgranavo rosari nevroticamente, mi riempivo sotto il cuscino di santini e reliquie religiose, usandoli come talismani di guarigione.

Più tardi mi sposai incontrai un uomo meraviglioso che è un marito e un uomo giusto, paziente, comprensivo. Guidò lui la famiglia e i miei tre figli, gli fece da padre e da madre; mi accettava e mi amava tantissimo per quello che ero, senza chiedere nulla in cambio, solo un po’ di amore che io non riuscivo a dargli.

Quasi gli infierivo tanta sofferenza a lui a alle mie creature.

I giorni passavano, il mio stato di morte veniva vissuto come qualcosa che avrei portato per tutta la vita (se avessi vissuto, perché il pensiero di farla finita cresceva dentro di me).

Un giorno, però, la grande Misericordia di Dio mi fece incontrare un amica (Anna): mamma moglie, come me. Mi parlò di Gesù, che aveva operato in lei guarendola da un passato di angosce e peccato. Mi parlò di Lui così buono e soprattutto pieno d’amore per me. SI PER ME! Così  peccatrice così avida d’amore, Lui amava proprio me. Quelle parole entravano nel mio cuore così chiuso; pian piano  si stava sgretolando, entravano prepotenti e nel frattempo dolci come unguento su piaghe sanguinanti.

Quella stessa notte pregai in maniera diversa, con il cuore aperto, certa che il Padre mi ascoltava e mi amava. ERO IMPORTANTE PER LUI!!! I giorni seguenti ascoltavo spesso Anna, mi confortava, mi sosteneva mi aiutò in questa conversione, portandomi tutto ciò che il Signore le aveva donato. Mi insegnò ad educare i figli, a tenere alla casa, a sapermi comportare sul lavoro, con il prossimo e soprattutto a riacquistare la mia dignità.

Ogni suo consiglio era di carità e di amore e dove c’è amore c’è DIO e dove c’è Dio c’è il miracolo della resurrezione.

Lei è per me quella mamma che ho rinnegato, ma in lei vedo anche Dio che è madre, non vedo l’essere umano formato di umanità, ma vedo il suo “SI” quotidiano e per questo renderò sempre grazie ad Anna e a DIO fino alla fine dei miei giorni, fino all’ultimo  mio respiro.

Gesù e Maria mi amano, ogni giorno mi indicano la strada da compiere, Ogni giorno cerco di compiere qualche piccolo sforzo andando contro me stessa (di farlo con amore perché Gesù dice il mio giogo è leggero), per purificare la mia anima, questo mi aiuta a purificare ciò che ho sporcato in passato, per esempio se un giorno devo svegliarmi di buon ora per accompagnare mia figlia a scuola, che di solito la porta mio marito, caro Gesù ti offro questa azione per tutti i pesi che in passato ho scaricato su mio marito e per la salvezza delle anime egoiste; oppure chiedo all’Angelo Custode di farmi incontrare quel collega poverino che è carico di posta (il mio lavoro è il portalettere), aiutami a togliergli un po’ di fatica, te la offro Signore per tutte quelle volte che sono stata lavativa nel lavoro e per la salvezza delle anime apatiche.

Queste cose mi riempiono di gioia perché sento la vicinanza di Gesù con il suo aiuto e perché comprendo in pieno che è dando che si riceve. E’ VERISSIMO.

Gesù opera lentamente cercando in me la collaborazione l’unione la complicità, vuole che capisca bene perché Lui mi ama e non si accontenta  di una persona che fa le cose automaticamente come un fantoccio, ma devono essere comprese a pieno.

I problemi non mancano in questa vita, ma Gesù dice : cercate il regno di Dio e il resto vi sarà dato.

Poi in ogni difficoltà ci soccorre e da ogni situazione di male ne fa uscire il bene.

Oggi mentre scrivevo questa lettera mio figlio mi ha chiamato per andarlo a prendere in fermata perché l’autobus non passava, mentre andavo ho immaginato che io ero Gesù e andavo a soccorrere un  figlio un po’ sfaticato un po’ egoista (poiché l’auto prima o poi sarebbe passato), ma Gesù non guarda queste cose, con il suo cuore di mamma giustifica tutto e va a prenderlo, e nella macchina ho fatto salire altri ragazzi pensando “peccato che non ne abbiamo trovati altri per portarli a casa” così ho immaginato la macchina come il cuore di Gesù “peccato che in questo mio cuore non vogliono entrarci altri figli, li porterei nella mia casa.

Cosa dirvi…. Questa è la mia esperienza e oggi posso dire “GRANDI COSE HA FATTO IN ME L’ONNIPOTENTE, E SANTO E’ IL SUO NOME”.

Grazie a voi per avermi dato l’occasione per poter scrivere questa lettera; prima d’ora non mi rendevo conto di amare Gesù così tanto, ma sento che posso amarlo sempre di più.

Guidonia, 05/10/2005

Ciao e grazie, Tiziana.