Mi chiamo Pasquarosa,

e sono nata 54 anni fa in una famiglia profondamente unita e cristiana, composta dai miei genitori, una nonna materna ed un fratello di un anno maggiore di me.

Avevo 15 anni quando una morte improvvisa lo strappò al nostro amore. Si era spezzato irrimediabilmente il mio mondo nel quale mi sentivo sicura e protetta.

Il dolore ci unì, se così si può dire, ancora di più; spesso si pregava insieme guidati dalla mamma ed io mi sentivo combattuta tra due desideri contrastanti e imperiosi:

- essere solo di Dio per amarlo totalmente;

- avere dei figli, possibilmente tanti.

Ascoltavo la messa quotidianamente prima di recarmi a scuola, pregavo e chiedevo al Signore di farmi comprendere quale di queste due strade aveva preparato per me.

Ricordo che un giorno mio padre mi accompagnò al convento delle Suore Carmelitane di S. Teresa, negandomi la sua autorizzazione ad entrare, promettendomi però di darla al compimento dei miei 18 anni.

Pian piano mi distrassi e… mi  ritrovai ad aspettare una figlia... poi ad essere moglie di un ex frate che essendo entrato in convento a 12 anni ed essendone uscito solo per sposarsi, mi considerava un peso non desiderato e capace solo di “tarpargli le ali “ .

Non parlavo a nessuno delle mie sofferenze, non volevo che gravassero sulla mia famiglia di origine.

Provai ad allontanarmi da Gesù, illudendomi di stare meglio, non volevo i  suoi giudizi, ma Lui, instancabile  mi seguiva.

Lo sentivo sempre vicino, insistente, con i suoi continui messaggi... E ciò mi procurava fastidiosi rimorsi.

Volevo rigettare tutto, chiudere con la vita passata…. ma una parte di me lo voleva ancora, forse, diverso, più sulla misura di come ora io ero.

Divenni testimone di Geova… li la confessione non esisteva, forse poteva essere più facile  conciliare la vita che io volevo vivere, e… il desiderio di Lui che non voleva abbandonarmi.

Passavano gli anni, divorziai, ebbi un bimbo, Francesco; sanissimo. A 4 mesi fu ricoverato in ospedale dove dopo 26 giorni finì in rianimazione. Lì stazionò  per quattro mesi .

Cercavo aiuto, nella mia disperazione da medici e cartomanti, cattolici e stregoni di altre fantomatiche religioni e chiunque sapesse darmi un filo di speranza.

Fra le persone che mi furono perciò presentate, incontrai Anna: mi invitò per prima a battezzarlo.

Non volevo, mi sentivo testimone di Geova e come tale volevo comportarmi. Quanti dialoghi, quante discussioni, lei non demordeva, nonostante i miei rifiuti, voleva a tutti i costi che io ritornassi a Gesù.

Io le rispondevo sempre accusando il cattolicesimo a  favore della mia nuova religione.

Poi, un giorno, recatami alla Madonna della Rivelazione; dietro sua esortazione, mi parve di sentire la voce del mio defunto padre che mi indicava un libro con l’immagine della Madonna di Medjugorje. No, non lo voglio!!! Protestai - Ma tornata a casa quell’immagine ricca di amore e nostalgia per il passato mi perseguitava… non ne potevo più… tornai là… La Madre celeste aveva vinto.

Come ebbi quel libro tra le mani non ebbi più bisogno di fare domande a nessuno.

Cancellai l’appuntamento preso con un sacerdote della mia parrocchia per discutere insieme su tutti i punti divergenti fra Cattolicesimo e Testimoni di Geova. Avevo riacquistato la stessa fede della mia fanciullezza, solo ora era più ferma e duratura.

Sentivo Maria lavorare nel mio intimo incessantemente. Sentivo sciogliersi in me tutto quel ghiaccio che l’aveva rigettata. Riaffiorava in me l’amore e la riconoscenza che avevo voluto soffocare per poter vivere libera la mia vita. Mi piaceva tanto dire il “Rosario del Padre” per potermi soffermare al 4 mistero, dove fra pianti e gemiti dello spirito la mia anima ringraziava Dio Padre, che sentivo  “…..mi correva incontro per abbracciarmi…..”

So che il mio Signore per farmi tornare a Lui, si è servito della vita del mio piccolo Francesco.

E’ stato necessario per me, per i miei cari e io gliene sarò sempre grata per l’eternità.

Ricordo una sera, nella chiesina di S. Brigida, mentre pregavo Gesù gli dissi: ”Ti amo tanto… voglio per me ciò che vuoi per me… se vuoi riprendere Francesco, anche se ne soffrirò, accetto, la tua volontà nella mia vita, lo voglio anch’io perché ti amo.!

Mi sentivo avvolta da questo amore: il più grande che avessi mai sperimentato.

Sono passati 11 anni da allora… tutta la mia famiglia, i miei cari… tutto è cambiato.

Altre vicende si sono susseguite, altre morti hanno fatto il loro ingresso... anche Giovanni il fratellino di Francesco, concepito subito dopo la sua morte… è tornato da Gesù… non so perché… ma so che tutto ciò che Lui decide è giusto ed è bene per me….

Io… non sono mai tornata indietro… sono certa del Suo amore, mi fido anche quando né lo vedo né lo sento… Lo amo come e più del mio cuore e so che lo sarà finché avrò vita.

Mercoledì 10 giugno 2009.

Pasquarosa.