Mi chiamo Rita,

e questa è un po’ della mia vita.

Ho avuto una buona infanzia, avevo dei genitori meravigliosi, mi coccolavano molto e mi parlavano molto del Signore, poi crescendo mi sono stati sempre molto vicini, anche troppo, erano molto esigenti nel comportamento che dovevo avere: rispetto per tutti, dal grande al piccolo, erano molto esigenti anche nella religione che a volte rimaneva un po’ pesante.

Poi mi sono sposata, ho avuto un matrimonio molto felice, ho avuto quattro figli che sono stati la gioia più grande della nostra vita.

Poi i figli crescono e qualche volta non si realizzano i sogni che i genitori hanno su di loro.

I figli non sono nostri ma del Signore.

Quando qualcosa non va bene la tristezza ci entra nel cuore e ci fa star male, io ringrazio il Signore che ogni volta che ho avuto qualche dispiacere ho avuto sempre qualche sacerdote che mi ha aiutata.

Quando Mario, mio marito, ha cominciato a non sentirsi bene psicologicamente, è entrata in me una tristezza che non riuscivo a superare da sola, mi sono detta “devo parlare con il parroco Don Giovanni”.

Abbiamo parlato molto, poi mi ha detto che in Chiesa si stava formando un gruppo di preghiera dove c’era anche Tiziana, la mia vicina, così ho chiesto a lei di questo gruppo ed ho cominciato a frequentarlo.

Le prime volte mi dicevo: “sono tutte giovani mamme, cosa ci faccio io che potrei essere la loro mamma?”; ma poi mi sono detta: “la mamma sta sempre bene con i figli”; ed ho proseguito il mio cammino.

Ora vi posso dire che ho ricevuto tanto, tanto da queste figlie adottive perché stando con loro e con le loro esperienze sono riuscita a superare tante angosce che avevo dentro di me.

Io non ho che da ringraziare il Signore che mi ha fatto conoscere questo gruppo di mamme a me care, prego il Signore che dia a tutte voi buone e sante famiglie e sante vocazioni.

Mercoledì 10 giugno 2009.

Con affetto, Rita.