Mi chiamo Valentina,

sto a scuola, guardo il paesaggio fuori dalla finestra, immenso, grande, libero.

Mi riviene in mente l’anno scorso, quando questo stesso posto era per me un inferno, volevo scappare, non trovavo pace.

Penso al passato, ai miei sette anni persi, quando la mia vita è cambiata: mi sono ritrovata senza un padre, poi il diabete.

Con i giorni, gli anni, ho cominciato davvero a realizzare cosa mi era accaduto, la mia vita aveva cambiato colore, era nera, ma in me era forte la speranza, la convinzione che avrei rivisto la luce (prima o poi).

Vivevo chiusa nel mio mondo, nelle mie seppur false verità mi facevano star bene.

Non potevo credere che la mia vita sarebbe rimasta così per sempre, cercavo il cambiamento senza trovarlo.

Passavano gli anni e poi arrivò la disperazione, il sentirsi vuoti, senza più speranze, senza più sogni, senza più sicurezze.

Soffrivo di crisi d’ansia, mi staccavo dal mondo, non riuscivo a stare con gli altri.

Quando ho conosciuto Anna (il nostro capogruppo) ero disamorata, arida, secca.

Le sue parole mi hanno scossa, hanno svegliato qualcosa in me.

Il giorno seguente ho preso la cartella e (dopo un mese che non andavo più a scuola) sono rientrata in classe.

Da quel momento si è scatenato in me un desiderio di conoscenza della vita di Gesù, leggevo il Vangelo e mi ci rispecchiavo, sentivo Gesù vicino, vicino a me, in ogni cosa, in ogni persona, in quel lieve odore di incenso che sentivo quando pregavo e prendevo la comunione (era il periodo di Natale, quale miglior momento per conoscere Gesù?).

L’ansia era sparita. Ma proseguendo nel cammino da sola ben presto sono rinciampata, l’ansia è tornata e questa volta più violenta, cadevo in stati di puro panico, avevo una paura continua di tutto e di tutti. Ora rido a pensarci.

Però quando si è nella disperazione non si vede più la realtà obiettivamente.

All’inizio dell’estate Anna mi ha proposto di entrare nel gruppo. Ero molto euforica per la cosa, sentivo di aver trovato la perla che da sempre cercavo.

Anche se la mia fede in Dio era ancora superficiale avevo fede in quelle persone, mi sentivo protetta, sapere che loro ce l’avevano fatta mi dava speranza.

Giorno dopo giorno la mia vita è cambiata, e continua a cambiare.

Ora mentre sono qui a scuola è come sentirmi a casa, non mi sento mai sola, con me c’è sempre Lui.

L’ansia è sparita, qualche volta prova a rispuntar fuori, ma io e Gesù ci facciamo una bella risata sopra, e tutto prende un’altra dimensione.

Descrivere in una lettera tutto ciò che provo ed ho provato no è facile, ma il Signore continuamente si dimostra ai nostri occhi concedendoci grazie, grandi grazie e miracoli.

Si occupa di noi, cura i nostri traumi interiori, ci libera giorno per giorno.

Io sono solo una novella in questo gruppo, è da pochi mesi che sto con loro, ma la mia vita non è più la stessa, tutto è uguale ma io sono diversa, l’amore del Signore mi sta plasmando.

Il mio desiderio è che ciò continui per sempre perché niente per me ha più senso se non c’è Lui.

Ecco perché raccomando sempre alla Madonna la mia vita e la mia missione.

Io vi ho portato la mia esperienza, vi ho annunciato la lieta novella, come Egli dice “Quello che vi dico nelle tenebre, ditelo alla luce…”.

Non mi rimane che ringraziare Dio che ci ha unite.

Vi mando un caldo abbraccio.

Mercoledì 10 giugno 2009.

Valentina.